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Scandalo vaccino anti Covid, quasi 400 mila dosi sono state iniettate a personale non sanitario

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Scandalo vaccino anti Covid, quasi 400 mila dosi sono state iniettate a personale non sanitario

Circa 400mila dosi di vaccino anti-Covid sono state iniettate a personale non sanitario e non appartenente ad aree a rischio.
sabato 23 Gennaio 2021 - 19:14
Scandalo vaccino anti Covid, quasi 400 mila dosi sono state iniettate a personale non sanitario

Circa 400mila dosi di vaccino anti-Covid sono state iniettate a personale non sanitario e non appartenente ad aree a rischio. Si tratta, presumibilmente, di personale non sanitario che lavora negli ospedali, come il personale amministrativo. Lo ha dichiarato all’Ansa il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici Fnomceo, Filippo Anelli.

La denuncia dei medici: “Dosi di vaccino iniettate a personale non a rischio”

Tutte le 400 mila dosi non sono andate a “categorie a rischio”. “Categorie che avrebbero dovuto essere in coda rispetto agli operatori sanitari, inclusi odontoiatri e medici liberi professionisti non previsti invece nella prima fase della campagna di vaccinazione. Inaccettabile”.

Vaccino anti Covid a personale non a rischio

Fino a oggi sono 800 mila professionisti, tra medici, infermieri e appartenenti alle professioni sanitarie. Numeri che ancora non bastano.

“A fronte di 300 medici morti per Covid – dice Anelli – va fatta una programmazione diversa. Non possiamo accettare che possano esserci persone che pur non avendo un livello di rischio adeguato possano ricevere il vaccino”. “Ci sono categorie di sanitari come i medici liberi professionisti e gli odontoiatri che non sono stati inclusi tra le categorie da vaccinare nella prima fase della campagna”.

“Non è possibile fare distinzioni tra operatori sanitari: vanno tutelati tutti i medici, non solo quelli che operano nel Servizio sanitario nazionale, perchè tutti i medici sono sempre in prima linea per la tutela della salute dei cittadini”.

Quanto alla possibilità che vi siano stati anche soggetti non aventi diritto che hanno invece avuto accesso alle vaccinazioni, “ci sono delle indagini in corso – ha detto Anelli – ma mi auguro che siano una percentuale trascurabile, altrimenti sarebbe davvero immorale”.

Al momento, l’adesione alla vaccinazione tra i medici del Ssn “è alta e stimiamo meno del 10% di opposizione. Sono inoltre iniziati i richiami ed io stesso – ha affermato Anelli – ho effettuato oggi la seconda dose”. Quindi un appello. “Si utilizzino le settimane prima del previsto arrivo delle dosi del vaccino AstraZeneca, finalizzate a dare avvio alla vaccinazione più ampia della popolazione, per vaccinare tutti i medici”.

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