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A dodici persone sono state iniettate dosi di soluzioni fisiologica al posto del vaccino

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A dodici persone sono state iniettate dosi di soluzioni fisiologica al posto del vaccino

La campagna di vaccinazione fa acqua da tutte le parti. Lo conferma quanto avvenuto in queste ore in Trentino
venerdì 22 Gennaio 2021 - 23:29
A dodici persone sono state iniettate dosi di soluzioni fisiologica al posto del vaccino

La campagna di vaccinazione fa acqua da tutte le parti. Lo conferma quanto avvenuto in queste ore in Trentino, dove dodici persone che lavorano in ambito sanitario, infermieri e medici, avrebbero ricevuto una dose di soluzione fisiologica anziché di vaccino Pfizer. L’Azienda provinciale per i servizi sanitari ha subito tentato di giustificare l’accaduto. Una vicenda dai contorni molto oscuri e che chiaramente mette in pericolo tutti coloro che si accingono a vaccinarsi. Se il margine di errore esiste, e si sostiene che sia inferiore all’1% per 1000, chissà quante persone rischiano di cascare nella “trappola”.

Soluzione fisiologica al posto del vaccino? Non è uno scherzo

Si tratta di una unica seduta vaccinale che ha coinvolto 47 persone di cui, come detto, presumibilmente 12 hanno ricevuto una iniezione di soluzione fisiologica. Questo a fronte di oltre 12.000 vaccinazioni già somministrate. La percentuale di errore è inferiore all’1 per 1000 e – rassicura Apss in una nota – non c’è nessun problema sanitario.

L’Azienda sanitaria precisa che il caso è stato prontamente individuato grazie al protocollo e alle checklist utilizzate che prevedono, tra l’altro, una comparazione tra dosi preparate e somministrate e flaconi residui ancora integri. Si è provveduto ad informare gli operatori interessati predisponendo un controllo anticorpale con test sierologico in ventesima giornata prima della somministrazione della seconda dose.

Sembra che l’errore sia avvenuto al momento della somministrazione: normalmente il vaccino viene diluito con della fisiologica. Da quanto verificato c’è stato uno scambio dei flaconcini.

La giustificazione dell’Asp

“Quando un flaconcino viene utilizzato normalmente viene messo da parte. In questo caso specifico non è stato messo da parte, l’ipotesi più plausibile è che sia stato riempito nuovamente con soluzione fisiologica e poi da lì sono state aspirate le sei dosi che sono poi state somministrate. Quindi probabilmente c’erano anche tracce di vaccino all’interno”. Lo dice all’ANSA il direttore del Dipartimento prevenzione dell’Azienda sanitaria di Trento, Antonio Ferro.

“Alla fine della seduta vaccinale, grazie alla checklist, l’operatore ha verificato che, siccome i flaconcini sono contati, ne erano rimasti un paio. Immediatamente ha avvisato la direzione generale e quindi sono state date indicazioni molto precise. Sono quindi state convocate tutte le persone coinvolte in quella seduta vaccinale, 47 in tutto, informandole su questa possibile somministrazione di fisiologica al posto del vaccino, invitandole alla ripetizione a venti di giorni della dose. Facciamo inoltre un prelievo per evidenziare gli anticorpi per capire chi ha ricevuto cosa e poi procederemo con la programmazione della prima dose, nel caso di chi ha ricevuto la fisiologica, e della seconda negli altri casi”, precisa Ferro.

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