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Brescia, stop al tirocinio in Infermieristica senza vaccino anti Covid

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Brescia, stop al tirocinio in Infermieristica senza vaccino anti Covid

venerdì 15 Gennaio 2021 - 11:03
Brescia, stop al tirocinio in Infermieristica senza vaccino anti Covid

Niente tirocinio senza vaccino anti Covid. A dirlo è la lettera inviata agli studenti del corso di laurea triennale in Infermieristica dell’università Cattolica, collegato alla fondazione Poliambulanza di Brescia.

Brescia, stop al tirocinio in Infermieristica per chi non si vaccina

A darne notizia il Giornale di Brescia. “Per coloro che non hanno aderito alla campagna vaccinale, sarà temporaneamente sospeso il tirocinio professionalizzante“, si legge nella lettera. “Una decisione presa per tutelare quelle persone che non possono essere sottoposte ai vaccini anti Covid”, prosegue la responsabile del corso Letizia Bazoli.

Le vaccinazioni degli operatori di Fondazione Poliambulanza sono iniziate giovedì 7 gennaio. Stando a quanto dichiarato dal Direttore Generale Alessandro Triboldi, le adesioni sono numerose, interessando oltre il 93% dei dipendenti. “Un atto di responsabilità da parte di medici, infermieri, operatori socio-sanitari, tecnici, addetti amministrativi, ma anche operatori di ditte esterne per i servizi di pulizia, guardiani, bar e ristorazione, studenti in tirocinio e la piccola comunità delle nostre suore – commenta Triboldi -. Prevediamo di coinvolgere fino a 1000 persone alla settimana, impiegando quindi 3 settimane circa per completare la somministrazione della prima dose, pronti per inoculare la seconda dopo 21 giorni”.

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Vaccino obbligatorio?

La questione dell’obbligo suscita tuttavia non poche perplessità. Giuseppe Carbone, Segretario Generale FIALS, spiega che l’obbligo alla vaccinazione “potrebbe essere un’ipotesi costituzionalmente praticabile solo attraverso una legge del Parlamento o un decreto legge del governo che sia poi convertito in legge”.

“Ricorrere all’obbligo è sempre un po’ una sconfitta della ragione”, aggiunge Carbone. Secondo la FIALS, dunque, la via migliore sarebbe quella della promozione del farmaco. Solo se questa non dovesse portare ai risultati sperati, si potrebbe allora pensare ad una clausola di obbligatorietà.

Patentino di immunità: “Potrebbe essere un requisito”

Ecco, quindi, che Carbone menziona l’ormai noto “patentino di immunità”, che in un’intesa tra Ministero della Salute, Ordini Professionali e sindacati del personale del SSN, “potrebbe essere un requisito per le professioni sanitarie e socio sanitarie che svolgono le loro competenze in reparti più sensibili e critici. Se si vuole svolgere l’attività in queste aeree devi metterti in condizioni di dare sicurezza”.

Carbone conclude: “Come giustamente afferma il Presidente emerito della Corte Costituzionale Flick la gestione della propria salute è rimessa soprattutto all’autodeterminazione del soggetto, ma va al tempo stesso inserita in un discorso di obbligo di solidarietà e dunque con la previsione della possibilità di dover sottostare a indicazioni dello Stato, che ad esempio renda obbligatori in tempo di pandemia l’uso del vaccino”.

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