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“È ora di abrogare l’emendamento Hyde”: gli Usa verso il finanziamento degli aborti

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“È ora di abrogare l’emendamento Hyde”: gli Usa verso il finanziamento degli aborti

venerdì 11 Dicembre 2020 - 11:09
“È ora di abrogare l’emendamento Hyde”: gli Usa verso il finanziamento degli aborti

Abrogare l’emendamento Hyde quale politica discriminatoria. Questa la tesi sostenuta dalla deputata del Connecticut alla Camera dei Rappresentanti Rosa De Lauro, presidente della commissione nel 117° Congresso

“Per più di 40 anni, è stato regolarmente prorogato ogni anno come pilota legislativo, ma in questo momento è giunta l’ora di fare i conti con la norma, con lo status quo, di vederlo attraverso la lente di come ha un impatto sulle comunità di colore“, ha dichiarato De Lauro. “Più della metà (58%) delle donne colpite dall’emendamento Hyde sono donne di colore. Quasi un terzo (31%) sono nere, il 27% latine, quasi un quinto (19%) asiatiche-americane e delle isole del Pacifico, nonché donne indigene coperte da Medicaid”.

L’emendamento Hyde è veramente razzista?

Approvato nel 1976 dalla Camera dei Rappresentanti, l’Emendamento Hyde è la disposizione legislativa che vieta di finanziare con fondi federali gli aborti, tranne in caso di incesto, stupro o salvaguardia della vita della donna.

Secondo De Lauro, l’approvazione del decreto è giunta al capolinea: “Le disuguaglianze nel Sistema sanitario del nostro Paese che sono state esposte dalla pandemia Covid-19 espongono ulteriormente l’impatto dell’emendamento Hyde. Tutti questi problemi negano l’umanità delle persone di colore e la loro capacità di fare bene per le loro famiglie e le loro comunità”.

Dello stesso avviso, l’intervento della dottoressa Herminia Palacio del Guttmacher Institute, che ha affermato: “L’emendamento Hyde si basa su un’eredità del razzismo. C’è una linea diretta tra le politiche riprovevoli del nostro passato, come la sterilizzazione forzata delle donne di colore, con politiche come l’emendamento Hyde di oggi”.

I repubblicani hanno respinto la tesi del razzismo. Il rappresentante dell’Oklahoma Tom Cole ha posto l’accento sulle oltre due milioni di vite salvate dall’emendamento, “la maggior parte delle quali persone di colore”.

Christina Bennett, direttrice delle comunicazioni per il Family Institute of Connecticut, ha difeso l’emendamento Hyde e condiviso la sua personale esperienza: tra le numerose vite salvate c’è, infatti, anche la sua.

“Costringere i contribuenti a finanziare aborti elettivi significa che le donne di colore a basso reddito saranno preda di un’industria che è stata giudicata colpevole di fatturare eccessivamente Medicaid [e] di accettare donazioni di aborto motivate da ragioni razziali“, ha avvertito. “L’emendamento Hyde è accusato di essere razzista ma non è razzista preservare le vite dei neri. Hyde protegge le donne da un’industria che è effettivamente radicata nel razzismo con una storia documentata di filosofia eugenetica, controllo della popolazione e attacchi illegali alla comunità nera“.

Joe Biden e le norme pro vita

Il dibattito è figlio dell’annuncio dei Democratici alla Camera, i quali hanno promesso che non avrebbero aggiunto l’emendamento Hyde ai conti di finanziamento già a partire dall’anno prossimo. Fondamentale per il destino della legge il controllo del 117° Congresso. Mentre i Democratici hanno mantenuto il controllo della Camera dei Rappresentanti, seppur con un numero ridotto di seggi, il controllo del Senato dipenderà dai risultati di due ballottaggi che si terranno in Georgia il 5 gennaio.

La piattaforma presidenziale democratica ha chiesto l’abrogazione dell’emendamento Hyde e Joe Biden ha rimosso il suo supporto di lunga data già l’anno scorso. Oltretutto, Biden ha promesso durante la campagna elettorale per le presidenziali la volontà di invertire alcune delle iniziative pro-vita dell’amministrazione Trump.

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