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Un farmaco ci salverà dal Covid: perchè spendere miliardi di euro per i vaccini?

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Un farmaco ci salverà dal Covid: perchè spendere miliardi di euro per i vaccini?

mercoledì 02 Dicembre 2020 - 12:40

Mentre la corsa al vaccino vede il Regno Unito attribuirsi il titolo di primo Paese ad impiegare quello di Pfizer-BioNTech, un farmaco si attesta nella lotta contro il Covid-19. Si tratta del baricitinib, il medicinale che ha dato risultati significativi anche nei pazienti che non avevano risposto positivamente a farmaci steroidei, remdesivir ed eparina.

La ricerca recentemente pubblicata su Science Advances dichiara una minore mortalità rispetto alle terapie standard e buoni risultati anche su chi ha un’età avanzata. “C’è una mortalità ridotta del 71% (95% CI 0,15-0,58) in 83 pazienti con polmonite Sars-Cov-2 moderata o grave – si legge – con pochi eventi avversi indotti dal farmaco, inclusa una grande coorte di anziani (età media 81 anni). Altri 48 casi con polmonite lieve-moderata si sono ripresi senza problemi”.

Baricitinib, un valido farmaco contro il Covid

La percentuale di morti o intubati col baricitinib è del 17%, inferiore dunque al 35% di chi non ha ricevuto la medesima terapia. Ma come funziona questo farmaco? Quali sono le differenze con gli altri somministrati?

“L’intuizione di questa molecola nasce da uno studio fatto dall’intelligenza artificiale: gli ingegneri dell’Imperial College hanno messo migliaia di molecole in un software e, sulle basi dei meccanismi che il virus usa per entrare nella cellula come recettori e proteine, è uscito fuori che questa molecola poteva essere utile per il trattamento del Covid”, ha spiegato al Giornale il professor Marco Falcone, ricercatore in Malattie infettive dell’Università di Pisa, in forza all’Unità operativa di Malattie infettive dell’Aoup e membro del consiglio direttivo della Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali).

Lo studio è stato condotto in collaborazione con l’Imperial College di Londra, il Karolinska Institute di Stoccolma e l’Università spagnola di Albacete.

“Da qui si è passati alla valutazione sui malati, inizialmente per uso compassionevole. A Pisa abbiamo iniziato questa cura per alcuni malati per i quali fallivano tutte le altre terapie ed abbiamo visto che molti di questi pazienti, con l’uso di questo farmaco, rispondevano positivamente migliorando il quadro respiratorio e ritornando ad una condizione di migliore ossigenazione del sangue“.

Baricitinib, l’ok della Food and Drug Administration

Nato per l’artrite reumatoide, il farmaco ha effetto antinfiammatorio e inibisce l’accesso del virus nelle cellule, bloccando la “cascata citochinica”, ossia l’infiammazione del polmone che impedisce al paziente di respirare. Inoltre, le compresse – una al giorno – hanno una emivita di 12 ore, evitando il permanere di eventuali effetti tossici non appena se ne sospende l’assunzione.

Naturalmente vi sono degli effetti collaterali, specie per chi presenta un certo grado di insufficienza renale o compromissione epatica. È un farmaco immunosoppressore, quindi possono verificarsi delle infezioni secondarie, una casistica poco frequente ma da tenere in considerazione.

Il baricitinib appare come una cura promettente, tanto che la Food and Drug Administration ne ha dato il via libera all’uso e negli Stati Uniti esso è già impiegato. Tuttavia, l’Ema (Agenzia Europea per i medicinali) e l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco), non si sono ancora pronunciate.

Speranza: “Vaccino gratuito”

Intanto, sul fronte dei vaccini in Italia, il ministro della Salute Roberto Speranza ha annunciato che l’acquisto del vaccino sarà centralizzato e la somministrazione gratuita.

“È probabile che saranno necessarie due dosi per ogni vaccinazione – ha dichiarato -, l’Italia ha opzioni 202 milioni di dosi. Le prime dosi potranno cominciare ad essere disponibili da gennaio”.

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