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Gare truccate e corruzione nella Asl piemontese, 15 misure cautelari

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Gare truccate e corruzione nella Asl piemontese, 15 misure cautelari

lunedì 30 Novembre 2020 - 10:02
Gare truccate e corruzione nella Asl piemontese, 15 misure cautelari

Corruzione, gare truccate e frodi nelle pubbliche forniture all’interno delle Asl piemontesi. Per questi reati la guardia di finanza ha eseguito 15 ordinanze di custodia cautelare. Smantellata una vera e propria associazione a delinquere.

Gare truccate nella Asl piemontese, 15 misure cautelari

Le indagini coordinate dal procuratore aggiunto, Enrica Gabetta, e dirette dal pm Giovanni Caspani hanno riguardato in particolare tre gare, per un valore complessivo di 3,5 milioni di euro, bandite da Asl To4, A.O.U. Maggiore della Carità di Novara, Asl di Asti e di Alessandria, nonchè dall’Azienda Ospedaliera di Alessandria.

L’operazione ‘Molosso’ ha fatto emergere un “collaudato e articolato sistema di interazioni fra soggetti privati e commissari di gara finalizzato a truccare le gare d’appalto attraverso la modifica dei relativi capitolati, l’attribuzione di punteggi di favore e la rivelazione di informazioni riservate”.

Le gare truccate nello specifico

Tre le gare finite nel mirino della Guardia di finanza. Per la prima, bandita dall’Asl To4, per la fornitura di camici chirurgici sterili monouso, è stato accertato che alcuni membri della commissioni della gara d’appalto hanno favorito un’impresa attribuendole punteggi elevati, in cambio di oggetti preziosi.

È stato accertato inoltre che, nel corso di un’altra gara, quest’ultima bandita dalla Aou Maggiore della Carità di Novara, alcuni incaricati e agenti di un’impresa veneta hanno fornito puntuali istruzioni a un dipendente pubblico della struttura, al fine di sospendere la gara d’appalto e redigere un nuovo capitolato conforme alle “richieste” ricevute.

Truccata anche una terza gara, bandita in questo caso dalle Asl di Asti e Alessandria, nonchè dall’Azienda ospedaliera SS Antonio e Biagio e C. Arrigo di Alessandria, per la fornitura di prodotti e apparecchiature chemioterapiche. In questo caso è emerso che diversi agenti e incaricati di un’impresa modenese hanno consegnato a un membro della commissione, a seguito dell’aggiudicazione di un lotto per la fornitura di beni del valore di quasi 1 milione di euro, orecchini in oro rosa e topazi azzurri.

Nel corso dell’operazione i finanzieri hanno, infine, sequestrato disponibilità finanziarie e beni per quasi 300.000 euro, riconducibili al profitto degli illeciti penali commessi.

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