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I dubbi sul vaccino di AstraZeneca: troppe perplessità, ecco perchè

GinaLoPiparo

I dubbi sul vaccino di AstraZeneca: troppe perplessità, ecco perchè

venerdì 27 Novembre 2020 - 13:06
I dubbi sul vaccino di AstraZeneca: troppe perplessità, ecco perchè

Dubbi sul vaccino Oxford- Astrazeneca. Il Ceo dell’azienda farmaceutica dichiara la necessità di “un’analisi ulteriore” del farmaco, in particolare sulle modalità di somministrazione durante i test clinici.

Gli entusiastici annunci dei giorni scorsi, nei quali era stata esaltata l’affidabilità del vaccino anti Covid, vengono quindi smorzati. Per il momento bisognerà soprassedere un altro po’ e fare soprattutto le giuste valutazioni.

Vaccino AstraZeneca, il dubbio sulle dosi

Nel corso dei test clinici, gli scienziati hanno appurato la validità maggiore di una fiala e mezza di vaccino rispetto a due fiale intere (90% contro 62% d’efficacia).

Sarah Gilbert, che dirige il team di ricerca, aveva spiegato le ragioni dietro il singolare esito: il sistema immunitario viene attivato dalla giusta dose di farmaco, non da quella più alta. Gli studi indagano proprio queste variabili.

Ora Oxford precisa la necessità di un ulteriore studio sulla questione. La validità del vaccino non è in discussione ma prima di iniziare su larga scala bisogna essere avere la certezza del risultato che inizialmente è stato ottenuto in maniera casuale. Bisogna essere certi, cioè, che una dose e mezza sia più efficace di due dosi anche quando la somministrazione avverrà su grandi numeri.

Naturalmente ciò potrebbe allungare le tempistiche per l’approvazione del vaccino negli Usa. Nessuna ricaduta invece sui tempi di distribuzione.

AstraZeneca, vaccino più economico

Un’obiezione avanzata da Moncef Slaoui, capo del programma americano Operation Warp Speed per l’accelerazione dello sviluppo dei vaccini, è che la dose e mezza è stata somministrata a individui con meno di 55 anni.

Il fatto che AstraZeneca “abbia provato ad abbellire i suoi risultati” secondo alcuni ridurrà le probabilità che le sia concessa l’autorizzazione all’uso emergenziale.

Il vantaggio del farmaco rispetto ai concorrenti sta nell’uso di una tecnologia più tradizionale, che lo rende meno costoso. Semplice anche la sua conservazione: basta metterlo in frigorifero, anziché a temperature a -80 gradi come per il farmaco di Pfizer.

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