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Corte d’Appello del Tennessee approva legge pro vita: no all’aborto per sindrome di Down

GinaLoPiparo

Corte d’Appello del Tennessee approva legge pro vita: no all’aborto per sindrome di Down

lunedì 23 Novembre 2020 - 10:38
Corte d’Appello del Tennessee approva legge pro vita: no all’aborto per sindrome di Down

Lo stato del Tennessee potrà vietare l’aborto dei bambini con sindrome di Down così come le interruzioni di gravidanza legate a motivazioni relative alla razza o al sesso del nascituro.

La decisione della sesta Corte d’Appello del Circuito costituisce una vittoria parziale per il governatore repubblicano Bill Lee, che arriva dopo l’approvazione a luglio del disegno di legge pro vita, successivamente ostacolato.

Tennessee, il disegno di legge pro vita

“Una delle cose più importanti che possiamo fare per essere a favore della famiglia è proteggere i diritti dei più vulnerabili nel nostro Stato, e non c’è nessuno più vulnerabile di chi non è ancora nato”. Così, Bill Lee aveva annunciato il disegno di legge che richiedeva ai medici di eseguire un’ecografia prima di un aborto, proibendo loro di procedere all’operazione qualora la macchina segnasse un battito cardiaco.

Il disegno di legge vietava anche gli aborti ricercati specificamente a causa della razza, del sesso o della diagnosi prenatale di una disabilità, come la sindrome di Down.

Le organizzazioni pro-aborto, come l’American Civil Liberties Union (ACLU), la sezione del Tennessee di ACLU, il Center for Reproductive Rights (CRR) e la Planned Parenthood Federation of America (PPFA), avevano subito intentato cause d’urgenza contro la legge e, quando è stata ufficialmente firmata, il giudice distrettuale statunitense William Campbell ha concesso un ordine restrittivo temporaneo contro l’entrata in vigore.

Tennessee, la sentenza della Corte Federale

La legge era stata immediatamente bloccata dunque, ma adesso il blocco è stato rimosso. Da venerdì 20 novembre, lo stato del Tennessee può prevenire gli aborti eugenetici, razzisti e sessisti. La norma sul battito cardiaco, tuttavia, non è ancora in vigore, perché oggetto di un’ingiunzione separata.

“Apprezziamo il Sesto Circuito che revoca l’ingiunzione del tribunale di grado inferiore -, ha detto venerdì Samantha Fisher, portavoce dell’ufficio del procuratore generale dello stato -. Non vediamo l’ora di difendere lo statuto in un processo più normale. Non pensiamo che lo statuto sia incostituzionale e lo straordinario sollevamento di un’ingiunzione non era giustificato”.

Il governatore Lee ha risposto alla decisione dichiarando il valore di ogni vita umana: “Ogni vita è preziosa e ogni bambino ha una dignità umana intrinseca. La nostra legge proibisce l’aborto in base alla razza, al sesso o alla diagnosi di sindrome di Down del bambino e la decisione del tribunale salverà vite umane. Per la protezione dei nostri abitanti del Tennessee più vulnerabili vale la pena combattere”.

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