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Proteste in tutta Italia: da nord a sud si manifesta contro il nuovo Dpcm

GinaLoPiparo

Proteste in tutta Italia: da nord a sud si manifesta contro il nuovo Dpcm

martedì 27 Ottobre 2020 - 11:37
Proteste in tutta Italia: da nord a sud si manifesta contro il nuovo Dpcm

Montano le proteste su tutto il territorio nazionale. In risposta alle restrizioni imposte dall’ultimo Dpcm, decine di lavoratori e professionisti sono scesi piazza per manifestare ed esprimere rabbia e preoccupazioni.

Piazza Castello, a Torino, è stata occupata dai tassisti, mentre i ristoratori a Cremona hanno battuto le pentole davanti alla prefettura, abbandonandole poi per terra quasi a simulare un cimitero di stoviglie. Bombe carta davanti alla prefettura sono arrivate a Catania, un corteo ha sfilato a Treviso mentre a Viareggio molti giovani hanno bloccato il traffico e lanciato fumogeni e petardi. A Genova ristoratori, lavoratori dello spettacolo e no mask sono scesi in piazza a manifestare.

Milano, manifestazione non autorizzata: 28 in questura

La pioggia non ha potuto fermare le proteste di ristoratori, gestori di bar e pub della città e della provincia a pochi passi dalla Prefettura di Milano. Una delegazione è stata ricevuta dal prefetto Renato Saccone.

Il nuovo Dpcm “è peggio del lockdown, ci sarà così un mercato parallelo di abusivismo, la gente potrà acquistare alimentari e alcolici e consumarli anche abusivamente per la strada – ha dichiarato Alfredo Zini, ristoratore e promotore della protesta -. Chiediamo un allineamento del Dpcm e dell’ordinanza regionale, uno dice chiudere alle 18 e l’altra alle 23″. Richiesti anche contributi proporzionali alla perdita di fatturato.

La giornata di ieri, 26 ottobre, a Milano ha visto anche la manifestazione non autorizzata per la quale 28 persone sono state accompagnate in questura. La loro posizione è al vaglio degli investigatori. In particolare, si ritiene che gli autori dei disordini siano stati giovanissimi.

Momenti di tensione davanti alla sede della Regione Lombardia, dove alcuni manifestanti hanno lanciato pietre e bottiglie. Le forze dell’ordine hanno risposto con i lacrimogeni con l’obiettivo di disperdere il corteo non autorizzato e violento partito da corso Buenos Aires. Ferito un poliziotto davanti alla Stazione Centrale di Milano, forse colpito da una bottiglia. Le sue condizioni non sono gravi.

Torino, negozi devastati e fuoco ai cassonetti

Arrestato per danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale un uomo che ieri sera, insieme ad una ragazza di 17 anni, ha dato fuoco ad alcuni cassonetti a Torino. Due cittadini egiziani (uno dei quali minorenne), inoltre, sono stati arrestati per aver saccheggiato il negozio Gucci di via Roma. Denunciati anche altri due individui per quanto avvenuto davanti al negozio.

Arrestati per resistenza anche tre italiani, uno anche per furto aggravato in un negozio Louis Vitton. In tutto, i feriti negli scontri di Torino tra le forze dell’ordine sono una decina.

Napoli, in centinaia a Piazza Plebiscito

Piazza Plebiscito si è riempita dei rappresentanti di diverse categorie: ristoratori, titolari di bar, settori dell’indotto del turismo, studenti, esponenti dei centri sociali, singoli cittadini che stanno perdendo il lavoro.

“A salute e a prima cosa ma senza sorde nun se cantano messe”, recita uno striscione. “Reddito di salute per tutti la crisi la paghino i ricchi”, ribatte un altro.

La piazza è stata circondata da decine di camionette delle forze dell’ordine e agenti in tenuta antisommossa. Sotto la sede della Regione Campania, molti hanno urlato le dimissioni del governatore Vincenzo De Luca. All’ingresso chiuso della sede della Regione Campania, in via Raffaele De Cesare, in tanti hanno intonato ‘Napul’è’ di Pino Daniele.

Palermo, protesta di commercianti, ristoratori e dipendenti

Protesta pacifica davanti alla prefettura a Palermo, dove commercianti, ristoratori, dipendenti e lavoratori del settore dello spettacolo hanno contestato il nuovo Dpcm e chiesto un sostegno economico per affrontare il primo mese di chiusura.

Per molti di noi è un nuovo lockdown. La chiusura alle 18 rappresenta un colpo mortale alle nostre attività. Il governo non ci può abbandonare in questo momento. Abbiamo bisogno di aiuti veri”, dicono alcuni imprenditori.

Viminale, sale l’allerta

Sale l’allerta per le tensioni sociali al Viminale. Le manifestazioni verificatesi costituiscono un campanello d’allarme anche se si è trattato di situazioni ben connotate. Chi si è reso protagonista degli scontri con le forze di polizia – è stato sottolineato – non apparteneva alle categorie più colpite dalla crisi economica, ma piuttosto a gruppi col preciso scopo di provocare disordini.

Il timore, tuttavia, è quello di un cambiamento che potrebbe coinvolgere le diverse categorie sociali e produttive. Gli apparati di sicurezza non escludono che le manifestazioni di chi è stato più colpito dai provvedimenti possano essere strumentalizziate e deviate.

“La questione dell’ordine pubblico è diventata molto sensibile e vanno disinnescate le situazioni più a rischio“, dicono pertanto fonti qualificate degli apparati di sicurezza. In questi giorni sono già state messe in campo azioni preventive e viene ribadito che non saranno tollerati gli eccessi. Il Ministero e Dipartimento della Pubblica Sicurezza sono in continuo contatto con prefetti e rappresentanti locali delle forze di polizia al fine di attuare ogni intervento per intercettare le situazioni più a rischio.

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